SABATO 11 LUGLIO 2026 DALLE 19

PIAZZA XX SETTEMBRE/TEATRO CECCHETTI/TEATRO ANNIBAL CARO/CHESA SAN FRANCESCO

˃ ore 19 PIAZZA XX SETTEMBRE
ANNA BASTI | CHIASMA
CARMEN
NOUS SOMMES TOUSTES DES ÉTOILES

[progetto di comunità]

Nell’ambito del Festival Civitanova Danza 2026, la coreografa Anna Basti propone una riscrittura corale dell’opera Carmen coinvolgendo cittadini e cittadine della comunità civitanovese dando vita al progetto Carmen. Nous sommes toustes des étoiles, un laboratorio gratuito rivolto a 20 partecipanti non professionisti/e della danza – selezionati/e con una call pubblica – per esplorare attraverso il movimento il legame tra corpo, spazio pubblico e potere. Carmen. Nous sommes toustes des étoiles trasforma così l’opera classica in un laboratorio di cittadinanza attiva: un percorso di ricerca dedicato a chiunque desideri mettersi in gioco per riscoprire il potenziale politico e creativo del proprio corpo in relazione agli altri, che culminerà in un’azione pubblica sabato 11 luglio dove non ci sarà una sola Carmen, ma una moltitudine di “Carmencite” libere dal giudizio.
Il laboratrio – che si svolgerà dal 3 giugno all’11 luglio – vede il coinvolgimento delle scuole di danza della città (Laboratorio Danza Duepuntozero, Spazio Hip Hop – Zona14, Effort Spazio Danza) che mettono a disposizione le proprie strutture per ospitare questa speciale comunità di Carmencite e riscrivere insieme l’opera attraverso una pluralità di voci e corpi.
Carmen. Nous sommes toustes des étoiles emerge dalla piattaforma di ricerca Le classique c’est chic! come punto di attivazione di una riflessione sui contenuti che i grandi balletti e le opere classiche continuano a veicolare. Il suo obiettivo è quello di immaginare una riscrittura dell’opera di Carmen con gruppi di non professionisti/e e/o comunità specifiche, mettendo in discussione la gerarchia all’interno della quale il balletto classico inscrive i corpi: non ci sono prime ballerine, né étoiles, siamo tuttə Carmen, nous sommes toustes des étoiles. Il lavoro di ricerca sarà un lavoro collettivo, in cui ogni singola soggettività avrà il suo spazio per emergere. Questa collettività che si coagula temporaneamente si chiamerà La compagnie des étoiles, organismo di volta in volta mutevole e cangiante.
Il progetto intende offrire un altro sguardo sul repertorio e cercare insieme di produrre nuove narrazioni che possano mettere in relazione le opere classiche con la quotidianità. Usare il repertorio come strumento per riflettere sul contemporaneo.
Questo progetto nasce dal desiderio di restituire consapevolezza e potere ai corpi muovendosi lungo tre traiettorie: il corpo in relazione con se stesso, il corpo in relazione con altri corpi, il corpo in relazione allo spazio pubblico. Cosa può il nostro corpo? Che spazio occupa? Di quale materia è composto? In che modo le sue potenzialità si amplificano, si moltiplicano se messa in relazione con altri corpi? Quanto è importante agire lo spazio pubblico con questa consapevolezza?
Carmen è una figura complessa e articolata, che piuttosto che rinunciare alla sua idea di libertà, preferisce andare incontro alla morte. Nel suo corpo convergono diverse traiettorie lungo le quali si articola il privilegio: di classe, di razza, di genere, sociale. Carmen è una persona consapevole del suo potere erotico, relegato in questo caso ad una dimensione meramente sessualizzata, e lo usa come strumento per ottenere ciò che le serve o che desidera. La sua figura ci permette di aprire una riflessione sul potere erotico dei corpi.
L’erotico si colloca all’inizio del nostro senso di sé e il caos più profondo. È un senso di soddisfazione interiore al quale, una volta sperimentato, sappiamo di poter aspirare. Perché dopo aver sperimentato la pienezza di questo sentire profondo e averne riconosciuto il potere, noi non possiamo, in onore e rispetto di noi, pretendere di meno da noi stesse. […] Ci hanno insegnato a sospettare di questa risorsa. Da un lato, l’erotico è stato incoraggiato a un livello superficiale, come segno dell’inferiorità femminile; dall’altro lato, si è fatto sì che le donne soffrissero e si ritenessero disprezzabili e sospette proprio a causa della sua esistenza.
Audre Lorde. Usi dell’erotico. L’erotico come potere

˃ ore 20.30 TEATRO CECCHETTI
DAVID ZAGARI
HYPERCORPS
LE PIQUET

concept, coreografia, performance David Zagari
scultura Lucie Lanzini
musica Stéphane Vecchione
luci Louis Riondel
consulenza drammaturgica Clara Delorme
costumi Ana Carina Romero
produzione Hypercorps
coproduzione Théâtre Sévelin 36
con il supporto di Ville de Lausanne, Loterie Romande, Fondation Anne-Marie Schindler
SSA (Société Suisse des Auteurs), Pour-cent culturel Migros

Assenza di gravità è un’espressione usata per descrivere lo stato di un corpo che non è soggetto ad alcuna forza esterna a sé. In Le Piquet, David Zagari esplora questa relazione complessa, universale e al tempo stesso unica, tra la gravità e il peso di un corpo che tenta di sostenere se stesso.
Una figura con il casco si muove in questo ambiente intimo ma claustrofobico, forse un astronauta bloccato sulla superficie di un pianeta arido o un motociclista smarrito dopo un incidente nel deserto. Questi cliché di virilità eroica e di aggressiva conquista dello spazio si trasformano in simboli di introspezione e perdita di orientamento.

˃ ore 21.45 TEATRO ANNIBAL CARO
DEWEY DELL
SHAKE THE CLOUD
CANTIERE APERTO SU
DIDO & AENEAS

[progetto di residenza]

di Dewey Dell
regia Agata Castellucci, Teodora Castellucci, Vito Matera
musiche originali Demetrio Castellucci
con Agata Castellucci, Teodora Castellucci, Alberto Galluzzi, Francesca Siracusa
coreografia Agata Castellucci, Teodora Castellucci
drammaturgia, disegno di scene e luci Vito Matera
produzione Dewey Dell
in collaborazione con AMAT e Civitanova Danza
per RAM – Residenze Artistiche Marchigiane progetto promosso da MiC e Regione Marche
Centrale Fies _ centro di ricerca per le pratiche performative contemporanee

Dewey Dell interpreta l’opera barocca di Henry Purcell Dido and Aeneas attraverso una rielaborazione musicale elettroacustica che trasfigura la partitura originale pur mantenendone intatta la matrice ritmica e melodica. Quando il male inizia a deviare il destino dei personaggi e a demolire l’ordine degli eventi, la rovina di Didone incombe su Cartagine. Come in uno stormo le figure appaiono unite, si muovono in balia di una minaccia invisibile. Lo sgomento orienta i loro sguardi e il vuoto che osservano si trasforma nell’inganno del fato che confonde, sovrasta, annichilisce e sorprende sempre.

˃ ore 22.30 CHIESA DI SAN FRANCESCO
SIMON LE BORGNE & ULYSSE ZANGS | LE GYMNASE
AD LIBITUM
coreografia Simon Le Borgne
composizione musicale Ulysse Zangs
interpreti Simon Le Borgne, Ulysse Zangs
luci Iannis Japiot
collaborazione artistica Philomène Jander
sguardo esterno Émilie Leriche, David Le Borgne
produzione Le Gymnase CDCN Roubaix – Hauts-de‐France
coproduzione Centre chorégraphique national de Rillieux-la-Pape –
direzione Yuval Pick / Accueil-Studio, La Briqueterie CDCN Val‐de‐Marne
Espace Pasolini – Valenciennes, Compagnie SLB
Danse Dense con una residenza presso
Théâtre de Vanves – scène conventionnée d’intérêt national azione finanziata da Ile-de-France Region
con il sostegno di Les Partageurs
con il contributo di DRAC Hauts-de-France – Ministère de la Culture, Festival De l’impertinence – Sète
con il supporto di Programme international de diffusion artistique (PIDA) – Institut Français

spettacolo sostenuto da una rete di 10 festival italiani

attraverso PIDA (Programme International de Diffusion Artistique) – Institut Français

Espressione latina che significa “a volontà” o “fino alla sazietà”, Ad Libitum è un lavoro sul desiderio – rinnovato o in esaurimento – di creare, incarnare, interpretare, uscire da se stessi, espandersi.
L’idea della muta e il termine “décontenancement” sono i fili conduttori di questa creazione ed esprimono il bisogno di cambiare pelle e di svuotarsi di ogni sostanza, così come quello di incarnarsi in qualcosa.
Interrogando il rapporto che intratteniamo con le nostre pratiche e con le nostre influenze, costruiamo un dialogo coreografico e musicale, tra sincronia e contrappunto. Concentrando la nostra attenzione sull’energia che circola tra noi, su ciò che è proprio di ogni essere umano: il respiro, il ritmo dei battiti cardiaci; evochiamo l’empatia necessaria a incontrare l’altro in tutta la sua umanità.
Vogliamo renderci malleabili e vulnerabili a una varietà di forme e contenuti per creare una performance dal carattere ciclico: la decomposizione lascia spazio alla fioritura, la caduta di un corpo che permette un nuovo slancio vitale.
Simon Le Borgne & Ulysse Zangs

La ricerca corporea di Simon Le Borgne prende avvio da una serie di immagini che fanno riferimento alle sue esperienze personali, così come a un immaginario collettivo (proveniente dalla pittura, dal cinema e dalla cultura popolare). Dando forma a queste diverse pose, che esprimono un corpo costretto in strutture rigide che rimandano a nozioni di genere, classe sociale, potere, dominazione o sottomissione e che possono esprimere anche la vitalità o la perdita di vitalità, il sublime o il brutto; egli cerca poi di decostruirle e creare ponti tra di esse, lasciando spazio a un corpo ambiguo, libero di incarnare o meno tali rappresentazioni.
Con un movimento inverso rispetto a quello che cerca di far riaffiorare in superficie un’emozione, partendo da un’interiorità che si renderebbe visibile, immagino di partire dalla forma per osservare ciò che essa produce in me, intellettualmente ed emotivamente.
Inabissarmi al suo interno.

Lasciarla entrarmi dentro, trasformarmi.

Lasciare che queste rappresentazioni giochino con me, e a mia volta giocare con esse.

Immergermi nell’universo a cui si riferiscono, poi decontestualizzarlo, renderle ibride e distorcerle.
Assumendo queste posture divento veicolo di esse. A partire da questa constatazione, mi interrogo su quali siano le posture che desidero veicolare. Quali ho il diritto di adottare? Mantengono il loro potenziale narrativo, la loro forza
drammatica? Dove si situa il limite tra l’astratto e il figurativo?
Simon Le Borgne

Ulysse Zangs lavora a una partitura a metà tra coreografia e musica: per creare la sua musica dal vivo, si sposta da una postazione all’altra in stretta relazione con la partitura di Simon, per attivare diversi strumenti disposti nello spazio.
Batteria, voce, sintetizzatore, chitarra elettrica, Zangs utilizza tutta la sua palette di musicista autodidatta per evocare vari registri che entrano in risonanza oppure si pongono in contrappunto alla danza.
Il dialogo che si crea è quello di due amici di lunga data che utilizzano ciascuno il proprio medium: l’ascolto reciproco è il loro unico mezzo per uscire da questo labirinto di riferimenti e poter infine abbracciarsi in una trance comune.

CIVITANOVA MARCHE_ LUOGHI VARI SABATO 11 LUGLIO 2026 DALLE 19

CARNET FESTIVAL NEL FESTIVAL > 30% sconto
3 SPETTACOLI
[intera giornata dell’11/07_ previsto BUS NAVETTA]
18 euro                ridotto* 15 euro

BIGLIETTI SINGOLI

TEATRO CECCHETTI
Le piquet
posto unico numerato 8 euro                 ridotto* 6 euro

TEATRO ANNIBAL CARO
Cantiere aperto per Dido and Aeneas
posto unico numerato 8 euro                  ridotto* 6 euro

CHIESA DI SAN FRANCESCO
Ad libitum
posto unico numerato 10 euro                ridotto* 8 euro

PIAZZA XX SETTEMBRE
Carmen ingresso libero

*RIDUZIONI valide per under 24, over 65, abbonati stagione 25/26 Teatro Rossini di Civitanova Marche, iscritti scuole danza e recitazione e convenzionati vari.