GIOVEDÌ 28 LUGLIO

TEATRO ROSSINI

SPELLBOUND

CONTEMPORARY BALLET

[prima assoluta]

MARTE

coreografia Marcos Morau in collaborazione con i danzatori

assistente alla coreografia Lorena Nogal Navarro

interpreti Lorenzo Capozzi, Anita Bonavida, Martian Staltari, Maria Cossu

Mario Laterza, Giuliana Mele, Mateo Mirdita, Miriam Raffone, Alessandro Piergentili

costumi Anna Coluccia

disegno luci Marco Policastro

musiche AAVV

il progetto Spellbound 25 è una produzione Spellbound

realizzata con il contributo del Ministero della cultura

e Regione Lazio – Dipartimento Cultura, Politiche Giovanili, Lazio creativo

in collaborazione con Ambasciata di Spagna a Roma e in coproduzione con MilanoOltre e Cult!ur Partner

Nonostante i suoi 37 anni, Marcos Morau pensa a tutto ciò che ha lasciato e a tutto ciò che non potrà mai più essere. Oggi ricorda il momento in cui tutto era possibile, quel momento in cui la realizzazione e il fallimento sono raggiunti in tutto il loro splendore e tutto è vissuto come se il mondo si scontrasse domani.

Marte oltre al Dio della guerra, lo è della passione, della sessualità, della perfezione e della bellezza e dà titolo al nuovo lavoro dell’autore con sede a Barcellona per Spellbound Contemporary Ballet.

Marte rappresenta quel pianeta vuoto e ostile che attende di essere colonizzato da un gruppo di giovani. in una sorta di celebrazione nell’Europa del XXI secolo, con tutta la forza della sua gioventù e del suo desiderio come forza motrice. Un luogo dove nessuno vuole essere lasciato indietro e il futuro è visto come un labirinto confuso, pieno di rassegnazioni, delusioni e nuovi conflitti, e dove l’unica guerra che si combatte è quella che li mette di fronte a un mondo che avanza così velocemente da non poter continuare.

Piacere, desiderio e tensione sono gli elementi centrali di questo progetto. Un conflitto tra l’individuo e la collettività, tra il presente e un futuro incerto, tra la materia organica e la tecnologia, dove si rivela una nuova concezione della forma astratta.

MARCOS MORAU

Marcos Morau (Valencia, Spagna, 1982) ha studiato coreografia presso l’Institut del Teatre de Barcelona, il Conservatorio Superior de Danza de Valencia e Movement Research di New York, ottenendo il punteggio più alto sul progetto finale e il premio straordinario dell’Institut del Teatre. Ha realizzato il suo progetto di assistentato coreografico presso il Nederlands Dans Theater II e nella compagnia IT Dansa diretta da Catherine Allard. Il suo talento artistico non si limita al campo della danza ma si estende a discipline come la fotografia e il teatro, per cui ha conseguito il Master in Teoria del Dramma. Considerato uno degli artisti più creativi della sua generazione a livello Europeo, oltre alla direzione della sua compagnia La Veronal – fondata nel 2005 – ha creato produzioni originali per prestigiosi ensemble come la National Dance Company of Spain, Scapino Ballet Rotterdam, Skånes Dansteater, Göteborg Operans Danskompani, Ballet de Lorraine o Carte Blanche Norway, solo per citarne alcuni.

THE REAL YOU

coreografia Mauro Astolfi

interpreti Anita Bonavida, Lorenzo Capozzi, Maria Cossu, Mario Laterza

Giuliana Mele, Mateo Mirdita, Alessandro Piergentili, Miriam Raffone, Martina Staltari

musiche originali Andrea Buttafuoco

disegno luci Marco Policastro

costumi Anna Coluccia

produzione Spellbound con il contributo del Ministero della cultura

in collaborazione con Dap Festival, Fuori Programma Festival e Civitanova Danza Festival

anteprime nazionali 30 giugno Dap Festival, 5 luglio Fuori Programma Festival

prima assoluta 28 luglio Civitanova Danza Festival

The real you è la costruzione di uno spazio dove poter ritrovare un valore essenziale, una realtà ideale che potrebbe essere eterna. Cosa possiamo mettere davanti a tutto nella nostra vita per scoprire cosa siamo oppure cosa non siamo? È deciso che esistiamo solo come un risultato scientifico universalmente riconosciuto, o forse possiamo trovare un’identità al di fuori del modello cristallizzato di chi già ha pensato la nostra di vita? Partiamo con un’indagine della comunità dove viviamo e che conosciamo meglio e cerchiamo di non invecchiare sommersi da una moltitudine di prospettive teoriche. Cerchiamo in noi la determinazione per sottrarci alle regole che stabiliscono come dovremmo interpretare ad esempio la vita sociale. Lavoriamo per trovare da noi stessi il nostro ordine e il nostro conflitto preferito. Mauro Astolfi

Hai scoperto che cosa siete? Sei la proprietà, il conto in banca, i mobili, il tappeto, le idee, i litigi, i piaceri, le disperazioni, l’agonia della propria vita, la contraddizione, la rivolta, lo scontento, il desiderio che accada qualcosa di bello. Una vita così solitaria, isolata, in cui non c’è alcun rapporto, in cui non c’è amore, né bellezza, né vastità, né spazio. Questo è ciò che sei, e vuoi che continui, e continuerai se pensi che ne valga la pena. Cos’è dunque l’immortalità e cos’è l’innocenza? Può la mente che va avanti nella routine, nella stanchezza, nella disperazione, nella solitudine, con tutta la miseria e la confusione, essere innocente? Morire ogni giorno a tutto – e intendiamo a tutto, a ogni piacere e dolore, a tutta l’amarezza e il cinismo – morire ogni giorno liberamente, felicemente al passato, che significa non accumulare mai.  Allora la mente è libera. Una tale mente è quindi consapevole.”

[Da un discorso in pubblico di Krishnamurti ad Amsterdam il 5 maggio 1969]