RITRATTO D’ARTISTA

VENERDÌ 8 LUGLIO

TEATRO ROSSINI

JACOPO GODANI& DANCERS

[prima ed esclusiva regionale]

coreografie Jacopo Godani

progetto in collaborazione con Fuori Programma Festival

programma

HIGH BREED (EXCERPTS)

coreografie, costumi, luci Jacopo Godani

musiche Ulrich Mueller & Sigfried Rössert (48 Nord)

CLAY AND KEVIN

coreografie, luci Jacopo Godani

costumi Clay Koonar

musiche Willian Walton 5 Bagatelles, II. Lento(played two times)

5 Bagetelles, V. Con Sclancio

ROBERTA AND GAIZKA

coreografie, costumi, luci Jacopo Godani

musiche Toru Takemitsu Air

Ulrich Mueller

AMANDA

coreografie, costumi, luci Jacopo Godani

musiche Augustin Barrios Mangoré Una Limosna por el Amor de Dios

Ulrich Mueller

BACH OFF!

coreografie, costumi, luci Jacopo Godani

musiche Johann Sebastian Bach da Suiten für Violoncello

HOLLOW BONES (EXCERPTS)

coreografie, costumi, luci Jacopo Godani

musiche Ulrich Mueller & Siegfried Rössert (48Nord)

In Ritratto d’Artista il coreografo di fama mondiale Jacopo Godani presenta per la prima volta al pubblico italiano il proprio lavoro, spogliato da tutti gli orpelli scenici (costumi, luci, scenografia), in modo da evidenziare la ricerca filosofica e coreografica che vi soggiace. Tale ricerca è focalizzata a incoraggiare e sviluppare il potenziale dei performers attraverso un percorso concettualmente stratificato. Un lavoro che onora l’essere umano in tutta la sua complessità attraverso la capacità di osservazione e autocritica. Ritratto d’Artista ripercorre gli “highlights” dei lavori di successo creati da Godani negli ultimi anni. Spettacoli presentati nei grandi teatri del panorama internazionale, sotto l’ombrello della Dresden Frankfurt Dance Company, la compagnia della quale Godani è stato direttore artistico e coreografo dal 2015 e che lascerà nell’estate 2023.

Jacopo Godani è nato a La Spezia dove ha iniziato a studiare danza classica e tecniche di danza moderna. Nel 1986 Godani prosegue gli studi presso il centro internazionale di danza di Maurice Béjart, Mudra a Bruxelles. Dal 1991 al 2000 è stato un solista di spicco del Ballet Frankfurt di William Forsythe e ha collaborato con Forsythe alla creazione coreografica di molti dei brani più rappresentativi del Ballet Frankfurt. Ha coreografato per le più importanti compagnie internazionali come: Royal Ballet Covent Garden, Compañía Nacional de Danza, Nederlands Dans Theater, Royal Danish Ballet, Ballet British Columbia, Le Ballet du Capitole de Toulouse, Teatro alla Scala, Sydney Dance Company, Israeli Opera Ballet & Suzanne Dellal Centre, Het Nationale Ballet, Aterballetto, Les Ballets de Monte Carlo e molti altri. Dal 2015 è stato nominato direttore artistico e coreografo della Dresden Frankfurt Dance Company.

BIGLIETTI DA 10 A 20 EURO IN PREVENDITA QUI

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L’HEURE EXQUISE

VARIAZIONI SU UN TEMA DI SAMUEL BECKETT

(OH, LES BEAUX JOURS)

GIOVEDÌ 4 AGOSTO

TEATRO ROSSINI

ALESSANDRA FERRI | THOMAS WHITEHEAD

[prima ed esclusiva regionale]

regia e coreografia Maurice Béjart

rimontata da Maina Gielgud

su gentile concessione Fondation Maurice Béjart

interpreti Lei Alessandra Ferri Lui Thomas Whitehead

musiche

Cinque pezzi per orchestra Anton WebernLondon Symphony Orchestra diretta da Antal Dorati

Symphony n. 4 III movimento (Poco Adagio) Gustav MahlerBerliner Philharmonic Orchestra diretta da Herbert von Karajan

Fantasia in DO Minore K.475 W .A. Mozart al pianoforte Glenn Gould

Heure exquise qui nous grise dall’operetta La vedova allegra Franz Lehár

Tea for Two dal musical No No Nanette

scene Roger Bernard

luci Maina Gielgud, Marcello Marchi

costumi Luisa Spinatelli

scarpette Freed of London Official

creato al Teatro Carignano di Torino il 13 settembre 1998

nuovo allestimento co-produzione AF DANCE, Ravenna Festival, The Royal Ballet

con il contributo di Ministero della Cultura, “Progetti Speciali”

progetto sostenuto da Intesa Sanpaolo

un ringraziamento speciale ad Angela Bernstein CBE

si ringraziano inoltre Oriente Occidente Dance FestivalPasso Nord e Comune di Rovereto per gli spazi della residenza creativa

Royal Ballet Londra, Hamburg Ballet John Neumeier, Balletto del Teatro alla Scala

English National Ballet Londra per la fornitura delle scarpette utilizzate per la scenografia realizzata da Laboratorio Scenografia Pesaro

Compagnia Italiana della Moda e del Costume per la realizzazione costumi Alessandra Ferri

Rpyal Ballet per la realizzazione costumi Thomas Whitehead

RGE

distribuzione italiana International Music and Arts

Con L’heure exquise, basato su Oh, les beaux jours (Giorni felici), uno dei momenti più alti del teatro di Samuel Beckett, Alessandra Ferri celebra i quarant’anni di carriera interpretando Winnie – la ballerina âgée immaginata nel 1998 da Maurice Béjart – che, nella sua malinconica solitudine, vive nei gioiosi ricordi di giorni felici. Willy, impersonato da Thomas Whitehead, è un ex-partner di Lei, sommersa qui non dalla famosa collina di sabbia, bensì da una montagna di vecchie scarpette da punta. È un altro personaggio femminile per Alessandra Ferri, dopo Virginia Woolf, Eleonora Duse e Léa di Chéri, tutte donne eccezionali che appartengono a questo capitolo della sua vita.

Tutti i grandi musicisti hanno fatto delle “variazioni“ su un tema di un altro grande. Variazioni di Brahms su un tema di Haydn, di Chopin su un tema di Mozart, di Beethoven su Diabelli, e così via. Io mi sono permesso di lavorare su una pièces tra le più importanti del ventunesimo secolo: Oh,les beaux jours!

In verità non si tratta di un adattamento danzato ma di un lavoro di composizione fedele allo spirito dell’autore e tuttavia nel contesto di una creatività puramente astratta e coreografica.

La musica è un montaggio su temi di Webern in primo luogo, ma anche di Mahler e di Mozart. I pochi testi sono delle parole pronunciate da una ballerina nel momento della danza o del riposo.

Infine il SILENZIO: l’elemento principe di questa liturgia.

Maurice Bèjart

Non ho avuto dubbi, ho sentito che era quello il ruolo che cercavo.

Per me un altro personaggio femminile, come sono state Virginia Woolf, Eleonora Duse e la Léa di Chéri, donne straordinarie che appartengono a questo secondo capitolo della mia vita.

Nel 2021 sono 40 anni da quando sono entrata al Royal Ballet a Londra iniziando così il mio viaggio artistico.

Per celebrare e festeggiare con il pubblico questo traguardo cercavo un ruolo significativo, mai interpretato, giusto ed emozionante per l’artista che sono ora. Riordinando il mio archivio ho trovato una pagina che parlava di un lavoro di Maurice Béjart basato su uno straordinario testo di Samuel Beckett, Giorni Felici. Un caso? Mi piace pensare piuttosto a un “segno”, una concatenazione di date, anniversari, emozioni: ho scoperto che nel 2021 saranno 60 anni da quando Beckett scrisse il famoso play.

Il ruolo della protagonista, immaginato da Béjart nel 1998 è assolutamente fantastico, la sua Winnie è una ballerina âgée che nella sua malinconica solitudine vive nei gioiosi ricordi dei suoi giorni felici, il suo Willy, è un suo ex-partner e la famosa collina di sabbia che la sommerge è una montagna di vecchie scarpette da punta.

Non ho avuto dubbi, ho sentito che era quello il ruolo che cercavo.

Per me un altro personaggio femminile, come sono state Virginia Woolf, Eleonora Duse e la Léa di Chéri, donne straordinarie che appartengono a questo secondo capitolo della mia vita.

Alessandra Ferri

BIGLIETTI DA 25 A 40 EURO IN PREVENDITA QUI

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MARTE | THE REAL YOU

GIOVEDÌ 28 LUGLIO

TEATRO ROSSINI

SPELLBOUND

CONTEMPORARY BALLET

[prima assoluta]

MARTE

coreografia Marcos Morau in collaborazione con i danzatori

assistente alla coreografia Lorena Nogal Navarro

interpreti Lorenzo Capozzi, Anita Bonavida, Martian Staltari, Maria Cossu

Mario Laterza, Giuliana Mele, Mateo Mirdita, Miriam Raffone, Alessandro Piergentili

costumi Anna Coluccia

disegno luci Marco Policastro

musiche AAVV

il progetto Spellbound 25 è una produzione Spellbound

realizzata con il contributo del Ministero della cultura

e Regione Lazio – Dipartimento Cultura, Politiche Giovanili, Lazio creativo

in collaborazione con Ambasciata di Spagna a Roma e in coproduzione con MilanoOltre e Cult!ur Partner

Nonostante i suoi 37 anni, Marcos Morau pensa a tutto ciò che ha lasciato e a tutto ciò che non potrà mai più essere. Oggi ricorda il momento in cui tutto era possibile, quel momento in cui la realizzazione e il fallimento sono raggiunti in tutto il loro splendore e tutto è vissuto come se il mondo si scontrasse domani.

Marte oltre al Dio della guerra, lo è della passione, della sessualità, della perfezione e della bellezza e dà titolo al nuovo lavoro dell’autore con sede a Barcellona per Spellbound Contemporary Ballet.

Marte rappresenta quel pianeta vuoto e ostile che attende di essere colonizzato da un gruppo di giovani. in una sorta di celebrazione nell’Europa del XXI secolo, con tutta la forza della sua gioventù e del suo desiderio come forza motrice. Un luogo dove nessuno vuole essere lasciato indietro e il futuro è visto come un labirinto confuso, pieno di rassegnazioni, delusioni e nuovi conflitti, e dove l’unica guerra che si combatte è quella che li mette di fronte a un mondo che avanza così velocemente da non poter continuare.

Piacere, desiderio e tensione sono gli elementi centrali di questo progetto. Un conflitto tra l’individuo e la collettività, tra il presente e un futuro incerto, tra la materia organica e la tecnologia, dove si rivela una nuova concezione della forma astratta.

MARCOS MORAU

Marcos Morau (Valencia, Spagna, 1982) ha studiato coreografia presso l’Institut del Teatre de Barcelona, il Conservatorio Superior de Danza de Valencia e Movement Research di New York, ottenendo il punteggio più alto sul progetto finale e il premio straordinario dell’Institut del Teatre. Ha realizzato il suo progetto di assistentato coreografico presso il Nederlands Dans Theater II e nella compagnia IT Dansa diretta da Catherine Allard. Il suo talento artistico non si limita al campo della danza ma si estende a discipline come la fotografia e il teatro, per cui ha conseguito il Master in Teoria del Dramma. Considerato uno degli artisti più creativi della sua generazione a livello Europeo, oltre alla direzione della sua compagnia La Veronal – fondata nel 2005 – ha creato produzioni originali per prestigiosi ensemble come la National Dance Company of Spain, Scapino Ballet Rotterdam, Skånes Dansteater, Göteborg Operans Danskompani, Ballet de Lorraine o Carte Blanche Norway, solo per citarne alcuni.

THE REAL YOU

coreografia Mauro Astolfi

interpreti Anita Bonavida, Lorenzo Capozzi, Maria Cossu, Mario Laterza

Giuliana Mele, Mateo Mirdita, Alessandro Piergentili, Miriam Raffone, Martina Staltari

musiche originali Andrea Buttafuoco

disegno luci Marco Policastro

costumi Anna Coluccia

produzione Spellbound con il contributo del Ministero della cultura

in collaborazione con Dap Festival, Fuori Programma Festival e Civitanova Danza Festival

anteprime nazionali 30 giugno Dap Festival, 5 luglio Fuori Programma Festival

prima assoluta 28 luglio Civitanova Danza Festival

The real you è la costruzione di uno spazio dove poter ritrovare un valore essenziale, una realtà ideale che potrebbe essere eterna. Cosa possiamo mettere davanti a tutto nella nostra vita per scoprire cosa siamo oppure cosa non siamo? È deciso che esistiamo solo come un risultato scientifico universalmente riconosciuto, o forse possiamo trovare un’identità al di fuori del modello cristallizzato di chi già ha pensato la nostra di vita? Partiamo con un’indagine della comunità dove viviamo e che conosciamo meglio e cerchiamo di non invecchiare sommersi da una moltitudine di prospettive teoriche. Cerchiamo in noi la determinazione per sottrarci alle regole che stabiliscono come dovremmo interpretare ad esempio la vita sociale. Lavoriamo per trovare da noi stessi il nostro ordine e il nostro conflitto preferito. Mauro Astolfi

Hai scoperto che cosa siete? Sei la proprietà, il conto in banca, i mobili, il tappeto, le idee, i litigi, i piaceri, le disperazioni, l’agonia della propria vita, la contraddizione, la rivolta, lo scontento, il desiderio che accada qualcosa di bello. Una vita così solitaria, isolata, in cui non c’è alcun rapporto, in cui non c’è amore, né bellezza, né vastità, né spazio. Questo è ciò che sei, e vuoi che continui, e continuerai se pensi che ne valga la pena. Cos’è dunque l’immortalità e cos’è l’innocenza? Può la mente che va avanti nella routine, nella stanchezza, nella disperazione, nella solitudine, con tutta la miseria e la confusione, essere innocente? Morire ogni giorno a tutto – e intendiamo a tutto, a ogni piacere e dolore, a tutta l’amarezza e il cinismo – morire ogni giorno liberamente, felicemente al passato, che significa non accumulare mai.  Allora la mente è libera. Una tale mente è quindi consapevole.”

[Da un discorso in pubblico di Krishnamurti ad Amsterdam il 5 maggio 1969]

BIGLIETTI DA 10 A 20 EURO IN PREVENDITA QUI

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FESTIVAL NEL FESTIVAL

SABATO 23 LUGLIO

CARNET FESTIVAL NEL FESTIVAL

[3 SPETTACOLI, INTERA GIORNATA DEL 23/07]                                                         

25 euro               ridotto* 20 euro

IN PREVENDITA QUI

˃ ore 19.15 TEATRO CECCHETTI

DOPPELGÄNGER

CHI INCONTRA IL SUO DOPPIO, MUORE

[prima ed esclusiva regionale]

uno spettacolo di Michele Abbondanza, Antonella Bertoni, Maurizio Lupinelli

con Francesco Mastrocinque, Filippo Porro

disegno luci e direzione tecnica Andrea Gentili

elaborazioni musicali Orlando Cainelli

produzione Compagnia Abbondanza Bertoni, Armunia/Festival Inequilibrio, Nerval Teatro

con il sostegno di MiC – Direzione Generale per lo spettacolo dal vivo

Regione Toscana, Provincia Autonoma di Trento – Servizio Attività Culturali

Comune Di Rovereto – Assessorato alla Cultura

Il doppio, la dualità come differenza, l’opposto che dà origine al mistero: questo lavoro parla e dà forma soprattutto all’incontro tra i corpi dei due interpreti, Francesco Mastrocinque, attore con disabilità, appartenente all’esperienza del Laboratorio Permanente di Nerval Teatro e Filippo Porro, danzatore. Il progetto presenta anche la “prima volta” di una collaborazione tra due nuclei artistici differenti, che si incontrano nel solco tra arte e diversità, portando reciprocamente la propria esperienza e poetica della scena che, pur nella lontananza del segno, si alimenta e sviluppa attraverso la medesima sensibilità e passione. Fin dai primi giorni abbiamo cercato di cogliere nello sguardo dei due interpreti, soprattutto un riconoscersi e attraverso questa reciproca ri-conoscenza, restare in ascolto di questa loro fase germinale. È seguito poi, diremmo in maniera naturale e quasi esclusivamente autogestito da loro stessi, uno sviluppo simbiotico dell’azione fino ad arrivare alla solitudine e al groviglio di arti e luce, di suoni e silenzi; il tutto attraverso un processo di relazione quasi esclusivamente somatico. Un ossimoro in danza, un tentativo di svelare, tra sapiente ignoranza e disarmonica bellezza, il doppio viso della sfinge: due corpi diversi che cercano sulla scena l’origine della possibilità di esistere, una dirompente vitalità e un candore disarmante, attraverso l’astrazione della realtà che diventa visione. Due corpi uguali che si riconoscono e non smettono l’abbraccio, il mandala, la cellula che li lega. Due esseri primi, primati, ai loro primi passi; tra evoluzione e involuzione, scelgono l’inesistente “voluzione”: uno stare vicini senza l’andare. Senza il destino forzoso del crescere e del diminuire. Un percorso di gesti, sguardi; piccole, grandi tenerezze; beffardi e spietati tradimenti. Sempre in un precario equilibrio: funamboli, sospesi tra vita e morte, tra ascesi e caduta. Nel mezzo: le loro forme, colte nella fragilità dell’inestinguibile enigma della sospensione.

BIGLIETTO EURO 10 – RIDOTTO EURO 8 IN PRVENDITA QUI

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˃ ore 20.30 TEATRO ROSSINI

BALLETTO DI ROMA

PREMIÈRE

[prima assoluta]

coreografie Andrea Costanzo Martini

con danzatori del Balletto di Roma

luci Emanuele De Maria

produzione Balletto di Roma

realizzata interamente online con il sostegno di Regione Lazio, MiC e SIAE

nell’ambito del programma Per Chi Crea. Durante la pandemia

Perché danziamo? Questa domanda sorge prima di ogni nuova creazione e la risposta arriva, mai completa, nei momenti più inaspettati: frammenti brevissimi, sbirciate brevi dentro una sensazione indefinibile. Momenti in cui ci rendiamo conto che esiste un senso più grande di noi, che siamo parte infinitesimale di un disegno cosmico vastissimo. Première nasce dall’incontro di Andrea Costanzo Martini con i danzatori del Balletto di Roma e dalla fascinazione per questi artisti così giovani che inseguono il loro desiderio di movimento, sia come sentimento personale, sia come bisogno comune. Première celebra l’umanità, indaga le biografie, le storie uniche e irripetibili di ognuno. Quale allineamento di stelle e pianeti ha permesso loro di essere qui su questo palcoscenico, pronti e disposti a sacrificare qualcosa per noi spettatori?

Première ci svela che una compagnia di danza in fondo è un villaggio, una tribù, con i suoi bisogni primari che tentano di essere soddisfatti dall’organizzazione in codici e regole. Tra luci e ombre, come sotto i riflettori. Specialmente alla luce degli avvenimenti legati alla pandemia, dopo una lunga pausa forzata, lontani dalle sale di teatro, è sorta spontanea la domanda: come tornare su un palcoscenico?

Cosa ci spinge a esibirci, a farci guardare, ad esporci agli occhi del pubblico? Cosa diamo a vedere? E cosa, di noi, è impossibile nascondere quando siamo su un palcoscenico? Première diventa quindi un rito fatto di commossi e intensi applausi, unico punto di contatto degli artisti stessi con il pubblico mancato. Una dedica a tutti coloro che hanno lavorato e stanno ancora lottando per un rientro del corpo alla vita. Una celebrazione in cui la danza è medium capace di ricreare le condizioni per ricominciare. Un ritorno – di nuovo – alla nostra prima volta.

Première ha visto la sperimentazione di un’inedita modalità di creazione grazie alla collaborazione “a distanza” tra autore e interpreti: da Tel Aviv, dove da tempo risiede, il coreografo Andrea Costanzo Martini ha infatti guidato i danzatori della compagnia “in remoto”; una vera e propria sfida creativa, dettata dalle necessità del nostro presente, che ha dato vita a nuovi principi di ideazione e realizzazione della danza.

Durante la pandemia, una prima versione di Première è stata eccezionalmente trasmessa in streaming dal Teatro Quirino di Roma sul sito del Balletto di Roma.

BIGLIETTO EURO 10 – RIDOTTO EURO 8 IN PRVENDITA QUI

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˃ ore 22 TEATRO ANNIBAL CARO

COMPAGNIA VIRGILIO SIENI

SATIRI

[prima assoluta]

coreografia e spazio Virgilio Sieni

interpretazione Jari Boldrini, Maurizio Giunti

violoncello Naomi Berrill

musica Johann Sebastian Bach

Suite n°2,  Suite n°3 , Suite n. 4 per violoncello solo

produzione Compagnia Virgilio Sieni

Galleria Nazionale delle Marche

in collaborazione con AMAT / Civitanova Danza

Museo del Satiro di Mazara del Vallo

Il danzatore getta il corpo nell’abisso del gesto dicendo sì alla vita.

Può darsi che siamo stati raggiunti dall’insegnamento del gesto che irrorandosi con lentezza nel corpo lo forgia senza mai appropriarsene: si potrebbe dire che lo studio del movimento sottrae al quotidiano quelle posture che poi tornano sotto forma di un’altra lingua. Questo porsi sulla soglia, che potrebbe sembrare anche un rimbalzo quale restituzione di una cosa solo poco tempo prima sconosciuta, penso si possa definire, o accostare, al senso del gesto poetico: inappropriabile, attraversabile, non forma in movimento ma corpo che trascolora e, come una nebulosa auratica, si confonde tra lontananza e vicinanza, opera secondo un’attenzione rivolta all’immersione dello spazio, alla tattilità spaziale che ci comprende.

Il Satiro, come ci dice Nietzsche ne La nascita della Tragedia (1872) e per richiamo sapienzale Giorgio Colli ne La nascita della filosofia (1975), potrebbe essere colui che getta lo sguardo nell’abisso dicendo sì alla vita: non la notte ma la sua primavera.

I due danzatori dello spettacolo sono contagiati dall’interno, investiti dalla contemplazione rivolta al gesto simile, adiacente, simmetrico. Una danza per dermatoglifi che tracciano l’aria e una sintassi che sembra riferirsi all’embrione del gesto che incontra il suo simile riconoscendolo diverso e amico.

Pescano dal fondo del gesto per inscrivere forme d’intesa e di empatia che si aprono a una disposizione musicale, le danze segnano lo spazio della materia inebriante che parla con il corpo. Il mondo quotidiano qui prende il largo e si separa dal gesto enigmatico che esplode tra il dionisiaco e l’apollineo. Ancora una volta la danza si presta a laboratorio della vita, affronta azioni disperate, titaniche, si pone sulla soglia con atteggiamento vigile, mantico, divinatorio. Ma è essa stessa scienza dello stare, specchio di risonanze e richiami cognitivi.

Virgilio Sieni

BIGLIETTO EURO 10 – RIDOTTO EURO 8 IN PRVENDITA QUI

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DUETS AND SOLOS

VENERDÌ 15 LUGLIO

TEATRO ROSSINI

DAVIDE DATO & SERGIO BERNAL

[prima assoluta]

spettacolo di musica e danza con Davide Dato e Sergio Bernal

Maurizio Baglini al pianoforte Silvia Chiesa al violoncello

a cura di Daniele Cipriani

La speciale serata di musica e danza Duets and solos è uno spettacolo all’insegna della felicità condivisa in una magica notte di mezz’estate nella suggestiva cornice di Civitanova Danza.

Con due grandi musicisti, il pianista Maurizio Baglini e la violoncellista Silvia Chiesa, stelle della danza internazionale andranno in scena con un programma di assoli e passi a due: l’italiano Davide Dato, primo ballerino dell’Opera di Stato di Vienna e lo spagnolo Sergio Bernal, già Ballet Nacional de España. Insieme a loro, Hio-Jung Kang, già Prima ballerina allo Stuttgart Ballet, ora Prima Ballerina dell’Opera di Stato di Vienna.

Daniele Cipriani, ideatore e curatore di Duets and solos ripropone questo fortunato spettacolo che fu il primo a riportare il pubblico della danza in platea dopo le chiusure degli anni passati con una formula che permetteva sia di vedere grandi stelle della danza che di ascoltare musicisti di altissimo livello. Un’unione di arti diverse che ha riacceso la felicità del pubblico in sala invitato anche a riflettere grazie agli inaspettati aforismi proiettati sullo sfondo, scelti appositamente a corredo dello spettacolo dal sociologo Domenico De Masi. Frasi che, come spiega il Professor De Masi stesso: “Possano meglio connotare l’uomo felice del 21° secolo. Anche la felicità si tinge della propria epoca.”

Felicità di connubi artistici grazie ai quali è stato possibile mettere insieme un interessante programma su celebri brani di grandi compositori, in cui due arti sorelle, quelle di Euterpe e di Tersicore, si intessono, ognuna mantenendo la propria cifra, ma formando un’unica stoffa. Grazie alla magia che solo l’arte sa regalare, si può parlare eccezionalmente di “passi di musica, note di danza”.

Programma

Tra i coreografi spiccano i nomi di Fokine, ma anche di celebri autori del ‘900 o contemporanei. Tra le curiosità, una moderna Morte del Cigno al maschile (coreografia di Cue) interpretata da Sergio Bernal, che il pubblico potrà apprezzare accanto alla tradizionale Morte del Cigno di Fokine interpretato da Hio-Jung Kang (musica di Saint-Saëns). Bernal non mancherà comunque di regalarci anche uno di quei suoi roventi brani iberici, un flamenco capace di mandare il pubblico in visibilio. Davide Dato brillerà in Suite of Dances di Robbins (musiche di Bach), balletto originariamente creato per Mikhail Baryshnikov e in Other dances, sempre di Robbins su musiche di Chopin, insieme a Hio-Jung Kang. In coppia, Bernal e Dato interpreteranno poi Folia de Caballeros, originale passo a due maschile (musica di Corelli, coreografia di Bernal/De Luz).

BIGLIETTI DA 10 A 20 EURO IN PREVENDITA QUI

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LARGO | CANONE ALLEGRO | SERENADE

VENERDÌ 1 LUGLIO

TEATRO ROSSINI

SCUOLA DI BALLO

ACCADEMIA TEATRO ALLA SCALA

diretta da FRÉDÉRIC OLIVIERI

[prima ed esclusiva regionale]

ideata da Frédéric Olivieri

musica Johann Sebastian Bach

Concerto per due violini e orchestra in re minore, BWV 1043

assistenti alla coreografia Jean-Philippe Halnaut, Walter Madau, Leonid Nikonov

Tatiana Nikonova, Giulia Rossitto, Elisa Scala, Maurizio Vanadia, Paola Vismara

LARGO

coreografia Matteo Levaggi

[ricostruzione dalla versione del 2007 per il Ballet du Grand Théâtre de Genève]

musica Johann Sebastian Bach

dalla Suite n. 1 in sol maggiore per violoncello solo, BWV 1007, Movimenti: Prélude, Sarabande, Allemande

Sofia Bellettini violoncello

costumi Federico Sangalli

CANONE ALLEGRO

creazione di Valentino Zucchetti

musica Felix Mendelssohn-Bartholdy

dal Concerto in mi minore per violino e orchestra, op. 64, Primo Movimento: Allegro molto appassionato

costumi Valentino Zucchetti

assistente alla coreografia Walter Madau

SERENADE

coreografia George Balanchine

© The George Balanchine Trust

ripresa da Patricia Neary

musica Pëtr Il’ič Čajkovskij

Serenata per orchestra d’archi in do maggiore, op. 48

assistenti alla coreografia Paola Vismara, Jean-Philippe Halnaut

Maurizio Vanadia, Tatiana Nikonova

The performance of Serenade, choreography by George Balanchine© The George Balanchine Trust, a Balanchine® Ballet, is presented by arrangement with the George Balanchine Trust and has been produced in accordance with the Balanchine Style® and Balanchine Technique® Service standards established and provided by the Trust.

luci Andrea Giretti

BIGLIETTI DA 10 A 20 EURO IN PREVENDITA QUI

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ACCADEMIA TEATRO ALLA SCALA

L’Accademia Teatro alla Scala, oggi presieduta da Giuseppe Vita e diretta da Luisa Vinci, è considerata fra le istituzioni più autorevoli per la formazione di tutte le figure professionali che operano nello spettacolo dal vivo: artistiche, tecniche e manageriali. La proposta didattica si articola in quattro dipartimenti (Musica, Danza, Palcoscenico-Laboratori, Management) per una trentina di corsi frequentati ogni anno da oltre 1.700 allievi. Il percorso formativo affianca alle lezioni teoriche e pratiche in aula un’intensa attività “sul campo”, secondo la filosofia del learning by doing grazie a concerti, spettacoli, esposizioni, produzioni operistiche, non solo sul territorio nazionale. La docenza è affidata ai migliori professionisti del Teatro alla Scala e ai più qualificati esperti del settore.

DIPARTIMENTO DANZA

Il Dipartimento Danza dell’Accademia sin dal 2003 è stato affidato alla guida di Frédéric Olivieri, già direttore del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala dal 2000 al 2007 e dal 2017 al 2020. La Scuola di Ballo, fiore all’occhiello del Dipartimento, fondata nel 1813 da Francesco Benedetto Ricci come “Imperial Regia Accademia di Ballo”, ha visto avvicendarsi alla direzione celebri ballerine e prestigiosi maestri come Carlo Blasis, Enrico Cecchetti, Ettorina Mazzucchelli, Esmée Bulnes, Elide Bonagiunta, John Field, Anna Maria Prina, solo per citarne alcuni. La Scuola scaligera ha formato artisti come Carla Fracci, Liliana Cosi, Luciana Savignano, Oriella Dorella, Roberto Fascilla, Roberto Bolle, Massimo Murru, Gilda Gelati, Mara Galeazzi, Marta Romagna, Gabriele Corrado, Alessio Carbone, Nicoletta Manni, Rebecca Bianchi, Sara Renda, Angelo Greco, Jacopo Tissi, Virna Toppi, Martina Arduino. Articolata in otto anni di corso (fra gli 11 e i 18 anni di età), consente di ottenere un diploma dalla duplice specializzazione in danza classico-accademica e danza moderno-contemporanea, in linea con le esigenze delle grandi compagnie internazionali che richiedono ai ballerini professionisti la padronanza di un repertorio sempre più ampio e diversificato. Durante gli studi gli allievi partecipano a diversi titoli della stagione scaligera e si esibiscono su importanti palcoscenici, in Italia e all’estero.

Alla formazione tersicorea si affianca quella scolastica ministeriale con un liceo coreutico che propone un percorso superiore sperimentale appositamente progettato per gli allievi della Scuola di Ballo.

Negli anni più recenti si sono intensificati incontri e masterclass con coreografi e danzatori di fama internazionale come Kathryn Bennetts, Davide Bombana, Luigi Bonino, John Clifford, Claudia De Smet, Paul Dennis, Vladimir Derevianko, Yvan Dubreuil, Shirley Esseboom, Maina Gielgud, Nanette Glushak, Cynthia Harvey, Akram Khan, Monique Loudières, Piotr Nardelli, Patricia Neary, Pompea Santoro, Suki Schorer, Victor Ullate, Arlette van Boven, Francesco Ventriglia, Aaron Watkin, Jelko Yuresha.

Inoltre, la possibilità di interpretare le più note coreografie dei maestri del Novecento e di oggi, come George Balanchine (Serenade, Theme and Variations, Who cares?, Tarantella), Maurice Béjart (Gaîté parisienne suite, La luna), Anton Dolin (Variations for Four), Mats Ek (La Bella Addormentata), William Forsythe (The Vertiginous Thrill of Exactitude, In the Middle, Somewhat Elevated), Jiří Kylián (Symphony in D, Evening Songs, Un ballo), José Limón (The Unsung), Roland Petit (Gymnopédie), Angelin Preljocaj (Larmes blanches, La Stravaganza), ha ulteriormente arricchito la già profonda e rigorosa preparazione.

Al percorso per ballerini professionisti si affianca un corso quinquennale di propedeutica alla danza, riservato ai bambini dai 6 ai 10 anni con l’obiettivo di avvicinarli al mondo della danza e della musica facendo loro vivere un’esperienza di carattere ludico-espressivo attraverso l’attività ritmica e motoria.

Nel 2019 il Dipartimento Danza si è arricchito di un Diploma accademico di primo livello in danza classica a indirizzo tecnico-didattico. Si tratta di un percorso triennale, con un piano di studi molto articolato, che permette non solo di approfondire la tecnica classico-accademica adottata nella Scuola di Ballo scaligera, ma anche di acquisire competenze nella pratica d’insegnamento della danza.

Nel periodo estivo la Scuola apre le porte per stage e workshop settimanali.

RASSEGNA

CIVITANOVA DANZA TUTTO, TUTTO L’ANNO

Tre le proposte di danza. Il nuovo anno si apre il 3 gennaio con un grande classico delle feste Lo Schiaccianoci del Balletto di Milano, musica di P. I. Čajkovskij, liberamente ispirato al racconto di E. T. A Hoffmann, coreografia di Federico Veratti. L’ambientazione anni ’20 con i suoi colori vivaci negli arredi e gli elegantissimi costumi conducono immediatamente nel clima della fiaba natalizia per eccellenza. La rivisitazione del celebre balletto di repertorio, ricco di virtuosismi mozzafiato in cui si mettono in luce le eccezionali caratteristiche tecniche e artistiche dei protagonisti, nulla toglie alla magia della storia originale poiché in questo Schiaccianoci c’è tutto quanto il pubblico si aspetta: dall’albero di Natale alla nevicata, dall’allestimento e costumi importanti alle scarpette da punta… con un pizzico di svecchiamento.Dopo il grande successo con tre settimane di tutto esaurito al Teatro Brancaccio di Roma, torna in Italia Alice in Wonderlandtratto dal romanzo fantastico di Lewis Carrol del 1865, rielaborato nell’impianto estetico dal Circus-Theatre Elysium di Kiev, con un tour che toccherà i maggiori teatri italiani. Il Teatro Rossini lo accoglie il 17 febbraio con un cast di 30 ballerini – acrobati. I personaggi – Alice, il Cappellaio Matto, il Coniglio, il Gatto del Cheshire e la Regina Nera – appariranno davanti al pubblico nella loro interpretazione circense, sullo sfondo di impressionanti scene 3D. Un progetto artistico sofisticato ed elegante capace di raccontare l’onirico intrecciando molteplici discipline: la ginnastica acrobatica, la recitazione, la danza.Un atteso ritorno a Civitanova il 5 marzo è quello della Parsons Dance, la compagnia americana amata dal pubblico per la sua danza atletica e vitale che trasmette gioia di vivere. Caposaldo della danza post-moderna made in Usa, Parsons Dance incarna alla perfezione la forza dirompente di una danza carica di energia e positività, acrobatica e comunicativa al tempo stesso. Le creazioni di Parsons, prima fra tutte la celeberrima Caught del 1982, portano il segno di una straordinaria teatralità e di un lavoro fisico che si trasforma in virtuosismo e leggerezza. È una danza solare, che diverte in quanto espressione di gioia, capace di trasmettere emozioni semplici e dirette, quindi estremamente accessibile al grande pubblico. Parsons Dance incarna il senso più genuino di una danza che punta dritto all’emozione e al desiderio nascosto di ogni spettatore di ballare, saltare e gioire insieme ai ballerini. Difficile non lasciarsi trasportare dai ritmi vibranti e dalle coreografie avvolgenti e colorate dei ballerini della Parsons Dance.

OPEN

OPEN

24 MARZO 2022

di Daniel Ezralow
produzione Associazione musicale Antonio Gnecchi Ruscone, Art Works Production

Open, scritto da Daniel Ezralow a quattro mani con la moglie Arabella Holzbog, è un patchwork di piccole storie che strizzano l’occhio allo spettatore con numeri a effetto, multimedialità, ironia e umorismo, all’insegna del più puro entertainment. “Un antidoto alla complicazione della vita”, come dichiara lo stesso Ezralow. Uno spettacolare inno alla libertà creativa, al ciclo della vita e alla rivisitazione dei successi da lui creati, volto a trasportare il pubblico in una nuova dimensione dove umorismo e intensità danno vita a una miscela esplosiva di straordinaria fantasia creativa ed emozione scenica. “Prima di chiamare lo spettacolo Open, pensando a Calvino avevo pensato a Recostruction, perché dobbiamo continuamente rimuovere e ricostruire. Il titolo però non funzionava, così mia moglie mi ha suggerito Open: una parola che, con le sue quattro lettere molto bilanciate ha in sé tanta energia. I motivi per cui ho deciso di chiamare lo spettacolo Open sono diversi: aperti possono essere il cuore, la mente, gli occhi, una finestra. Open vuol dire aperto al mondo, al lavoro, al business, agli altri. Bisogna guardare al presente senza remore, appunto con mente aperta. La vita è spesso pesante, ma abbiamo tanta energia positiva che aiuta a risolvere i problemi. Il titolo fa riferimento a un’apertura culturale ma anche stilistica. A me piace mescolare. La mia formazione non è classica, quindi ci sono poche punte; non è neanche la break dance, quindi non roteo tanto sulla testa. Posso però usare ognuno di questi elementi per comunicare il senso del momento”.

Sul palcoscenico, oltre ad una scenografia molto semplice composta di quattro pannelli su cui vengono proiettati una successione di quadri visivi e vignette in movimento, vi sono otto ballerini della sua compagnia americana che, nelle numerose sequenze di gruppo così come negli assoli, coniugano con scioltezza il linguaggio neoclassico e la modern dance, incantando il pubblico in un mix tra sorpresa, divertimento, leggerezza e agilità. Nella coreografia di Open si susseguono emozioni e sensazioni differenti, come l’ironia, il dolore, o la speranza, fino ad arrivare a un’idea ecologista.

ALICE IN WONDERLAND

17 FEBBRAIO 2022

prodotto da Light Can Dance

distribuito da MG Distribuzioni

di CIRCUS – THEATRE ELYSIUM

Dopo il grande successo dello scorso anno con tre settimane di tutto esaurito al Teatro Brancaccio di Roma, torna in Italia Alice in Wonderland con un tour che toccherà i maggiori teatri italiani.

Alice in Wonderland tratto dal romanzo fantastico di Lewis Carrol del 1865, rielaborato nell’impianto estetico dal Circus-Theatre Elysium di Kiev.

Con un cast di 30 ballerini – acrobati la Compagnia rivendica l’autonomia del linguaggio di scena esaltandolo con scelte scenotecniche avveniristiche senza tralasciarne, tuttavia, la funzione narrativa del racconto originario.

I personaggi – Alice, il Cappellaio Matto, il Coniglio, il Gatto del Cheshire e la Regina Nera – appariranno davanti al pubblico nella loro interpretazione circense, sullo sfondo di impressionanti scene 3D.

La storia di Alice si arricchisce nella linea dell’amore – la ragazza si innamora del Principe Azzurro ed entrambi gli eroi devono superare ostacoli inimmaginabili.

Un progetto artistico sofisticato ed elegante capace di raccontare l’onirico intrecciando molteplici discipline: la ginnastica acrobatica, la recitazione, la danza.

LO SCHIACCIANOCI

28 GENNAIO 2022

danza Balletto di Milano

direttore artistico Carlo Pesta

balletto fantastico in due atti su musica di P. I. Čajkovskij

liberamente ispirato al racconto di E. T. A Hoffmann

coreografia Federico Veratti

scenografie Marco Pesta

ideazione Carlo Pesta

L’ambientazione anni ’20 con i suoi colori vivaci negli arredi e gli elegantissimi costumi sempre in stile conducono immediatamente nel clima della fiaba natalizia per eccellenza. La rivisitazione del celebre balletto di repertorio nulla toglie alla magia della storia originale poiché in questo Schiaccianoci c’è tutto quanto il pubblico si aspetta: dall’albero di Natale alla nevicata, dall’allestimento e costumi importanti alle scarpette da punta… con un pizzico di svecchiamento. Creato da due giovani è infatti un balletto brillante e ricco di verve realizzato con gli occhi e il gusto di oggi. Il frizzante primo atto scorre tra le le danze dei genitori, quelle di bambini vivacissimi e inaspettate gag tra il dispettoso Fritz e Drosselmeyer. Gli insoliti costumi dei topi e soldatini nella consueta battaglia, un paesaggio innevato dal sapore impressionista per la sempre attesa danza dei candidi fiocchi di neve infondono un’originalità particolarmente apprezzata. Il secondo atto, dopo il divertissement con le sue belle danze e l’esplosione di gioa e colori del Valzer dei fiori, culmina in uno spettacolare grand pas deux ricco di virtuosismi mozzafiato in cui si mettono in luce le eccezionali caratteristiche tecniche e artistiche dei protagonisti.

IL BALLETTO DI MILANO

Ambasciatore della danza italiana con i suoi straordinari spettacoli in tutto il mondo è considerato tra le realtà di maggior livello artistico. È diretto da Carlo Pesta dal 1998, riconosciuto e sostenuto da MiC (Ministero della Cultura), titolare di “Riconoscimento di rilevanza regionale – Regione Lombardia” e patrocinato dal Comune di Milano dove ha sede nel proprio “Teatro di Milano”. Collabora con tutti i più prestigiosi teatri, fondazioni liriche e festival dove ottiene sempre successi di pubblico e critica unanimi.